Presso le rovine dell’antica Cotilia, situata nel comune di Castel Sant’Angelo, si trovano tre piccoli laghi, il più grande dei quali è l’antico Pozzo di Rutignano, o di Latignano, oggi Lago di Paterno. Famoso nell’antichità per la presenza di un’isoletta galleggiante, era considerato da Varrone l’ Italiae umbilicus.
Il lago, sacro alla Dea Vittoria, ha origine dalla formazione di una dolina, una cavità superficiale dovuta a fenomeni carsici. I fenomeni carsici sono alla base del continuo movimento del fondo della cavità che causa variazioni della profondità, oscillanti tra 137 ed 154 m. Per questo l’aspetto del lago varia costantemente.
Il lago si trova a 430 m sul livello del mare ed il suo specchio d’acqua misura circa 190 metri e 150 di larghezza. Il paesaggio che lo circonda è estremamente piacevole e pittoresco; dal Belvedere del piccolo borgo di Paterno, situato alle pendici dell’omonimo monte, si può godere dello stupendo panorama della Valvelina e dei suoi tre laghetti formati da ricche e copiose acque naturali: il Pozzo di Mezzo, il Pozzo di Burino ed il Lago di Paterno.
Il lago di Paterno è situato nel territorio dell’antico Vicus Aquae Cutiliae, antichissimo centro famoso tra i romani per le sue sorgenti, frequentate dagli imperatori Tito e Vespasiano.
Rimangono tuttora i resti di un complesso visitabile: sono le famose Terme di Cotilia sulle quali ancora ci si interroga sulla funzione che avessero all’epoca.
Alcuni le considerano un complesso termale, altri una residenza di Vespasiano, infine si pensa fossero un santuario dedicato a Vacuna (antica dea strettamente collegata alle acque).