Sabina Mater - Transumanza
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Proverbi Sabini

Abbrile ’a spiga, maggiu ’o latte, giugnu ’o seme.(continua )
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Transumanza

Essendo stati i Sabini un popolo soprattutto di pastori fin dai tempi più remoti, hanno sviluppato una cultura propria su cui ha una decisiva influenza la loro attività di transumanza.

Il Tevere, la via dell’acqua per eccelenza dei Sabini e delle altre popolazioni dell’Italia centrale, costituirà una direttrice fondamentale per gli spostamenti dei pastori con il loro bestiame già dall’antichità preromana: sarà proprio in questo modo che verranno a contatto con popolazioni come gli Etruschi, i Falisci, i Capenati ed i Latini, con cui faranno scambi economici e culturali che arricchiranno entrambe le parti. L’altra direzione sarà quella che dalla Sabina porta sul versante Adriatico. Un’attività, quella della transumanza, che continuerà nei secoli, fino alla seconda metà del ventesimo secolo.

Spostandosi da un luogo all’altro con il bestiame, i pastori non solo concludono affari e nutrono i loro animali dei pascoli migliori, ma coltivano anche espressioni artistiche proprie.

Ne sono esempio il “Canto a braccio ”, sviluppato molto più in là nel tempo, frutto di letture di poesia epica e cavalleresca come quella di Dante e Petrarca e di forte senso del ritmo, la “ciaramella ”, il “salterello ” e il “ballo delle pupazze ”, che animano le feste di paese, in cui gli abitanti si riuniscono per godere di un po’ di festa dopo tanto lavoro.

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