Sabina Mater - Madre di Roma
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“I Romani conobbero per la prima volta la ricchezza nel momento in cui sottomisero la Sabina.”
Fabio Pittore (III sec. a.C.)

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(E’ Galeno, medico di origine Greca e padre della farmacopea, che considera l’olio sabino il migliore del mondo e lo segnala come base per la realizzazione di preparati curativi.) (continua )

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(Considerare la Sabina madre di Roma può sembrare a prima vista insolito, eppure è sorprendente vedere come tantissimi aspetti della nascita di Roma siano indissolubilmente legati proprio alla Sabina.) (continua )

Proverbi Sabini

Autunnu fungaru, ’nvernu nevaru.(continua )
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Madre di Roma

Considerare la Sabina madre di Roma può sembrare a prima vista insolito, eppure è sorprendente vedere come tantissimi aspetti della nascita di Roma siano indissolubilmente legati proprio alla Sabina.

Pensando agli albori di Roma, infatti, non possiamo non pensare alla leggenda di Romolo e Remo. Ebbene, i due erano figli, secondo la leggenda, di Rea Silvia, donna dalla quale prese il nome la città di Rieti e alla quale era dedicato un tempio i cui resti sono ancora presenti nel capoluogo di provincia. Il loro percorso per giungere nel luogo su cui poi nascerà Roma sarà proprio il Tevere, nel suo tratto dalla Sabina verso le foci. La lupa stessa è un elemento mitologico carico di credenze sabine legate al monte Soratte. Per non parlare del Ratto delle Sabine, l’evento più conosciuto che mette in stretto legame, agli occhi di tutti, i popoli romano e sabino.

Insomma, due storie fortemente legate, quella di Roma e quella della Sabina, in cui quest’ultima, pur essendo poi conquistata dall’emergente potenza romana, rimane comunque un punto di riferimento, una regione conquistata sì, ma dalla quale rimanere conquistati.

Saliti sull’odierno Quirinale sono presto circondati dai Romani capeggiati da Romolo, iniziando la battaglia: questa però è fermata dalle stesse donne sabine rapite, capeggiate da Ersilia, che pretendono la sospensione delle ostilità, affermando di non voler rimanere vedove da una parte e orfane dall’altra.
La commozione è grande: i due popoli decisero di unirsi e di accentrare l’amministrazione del potere proprio a Roma.

Tito Tazio e i Sabini al suo seguito, si insediano sul Quirinale, che prende il nome proprio dalla sua città di origine (Cures): addirittura si riporta che “... Cresciuta del doppio la città, per concedere pur qualcosa ai Sabini, si chiamarono [Curiti o] Quiriti i Romani, dal nome di Cures”.

Molte sono le opere di organizzazione della Roma trasformata dagli eventi e capeggiata dai due sovrani Romolo e Tito Tazio.
Nascono le tre tribù originarie:

  • I Ramnesi
  • I Tiziesi
  • Luceri

Roma viene suddivisa in trenta curie aventi i nomi di alcune delle donne sabine rapite (non si sa se scelte per prestigio familiare, per anzianità o per sorteggio).

Sempre secondo Livio, Tito Tazio muore in un’imboscata tesa, si narra, da una città sabina limitrofa.

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